Colaboran

Contacto - Contatto

  • Facebook - Black Circle
  • Twitter - Black Circle
  • Instagram - Black Circle

© Copyright by OK Academy

Política de Privacidad - Condiciones de uso

Todos los derechos reservados

EDICIÓN EN ESPAÑOL

...nos gusta hablar de hockey

italy_icon_2.fw.png
banner_web_tienda_ch.gif
banner okphytraining.png
okcat_251.jpg
sussy_251.jpg

Forza, Velocita’ o Resistenza per L’Hockey su Pista?

Cesare Magagnin - https://www.facebook.com/cesare.magagnin



Una delle domande fondamentali a cui dobbiamo dare una risposta è se l’hockey su pista è uno sport di resistenza o di velocità.

Michael Boyle, come uno dei più grandi preparatori atletici dei nostri tempi per le Leghe NFL e NHL ci insegna che se uno sport prevede scatti e ripartenze, con T-out e cambi tempo è uno sport di velocità e forza (vista come accelerazione e spinta al suolo che ci viene restituita sotto forma di spostamento, seguita da una fase di recupero attivo), mentre s’intende sport di resistenza uno sport che preveda lunghe durate sotto forma di stady state training, ovvero esecuzione continua e costante come ad esempio la maratona, il ciclismo o il pattinaggio su pista, senza recuperi intra-tempo.

Possiamo quindi dire che l’hockey su pista è uno sport di forza e velocità, che ovviamente deve prevedere anche una buona condizione metabolica per fronteggiare l’intera durata della competizione.

Così facendo abbiamo identificato la natura dello Sport, quindi ora capiamo quali skills gli atleti dovranno sviluppare per eccellere in questo sport.

Qual è la capacità fondamentale che un atleta deve avere?

A mio avviso qualsiasi tipo di atleta dovrebbe assolutamente eccellere e continuare a sviluppare la propria accelerazione e il proprio cambio di direzione, perché se la natura dello sport è quella di creare azioni veloci, con una conclusione a tempo, più l’atleta e la squadra sono veloci e più alta sarà la profittualità della singola azione così da aumentare in termini assoluti la % di successo delle azioni componenti la competizione.

Inoltre se prendiamo in considerazione anche la fase di difesa, quanto più l’atleta è veloce tanto più alto sarà il tasso di recupero possesso palla e tanto più profittevoli saranno le azioni dettate da un contropiede.

Quindi la capacità fondamentale che un atleta deve sviluppare è sicuramente l’accelerazione, ma a questa si associano altre 2 capacità che ne possono alterare o amplificare l’efficienza, il cambio di direzione, e la forza.

NB: DEFINIZIONE di Accelerazione: variazione della propria velocità rispetto al tempo. Per portarla in ambiente sportivo identifichiamo l’accelerazione come la capacità di raggiungere la velocità massima nel minor tempo possibile.

Come sviluppare l’accelerazione?

Ritengo che partendo dalla definizione stessa di questa grandezza si evinca quanto la Forza sia fondamentale in tal senso. Pensiamo infatti ad un’autovettura, tanto più grande e potente sarà il motore tanta più accelerazione avrà, ma allo stesso tempo anche tanto meno peserà la carrozzeria tanta più spinta ci sarà per accelerare. Ma poi subentrerebbero anche l’aerodinamica, l’attrito con la superficie, la trasmissione etc..

Quindi in poche parole tanto più avremmo forza sugli arti inferiori e tanta meno zavorra, vista come massa grassa avremo tanto più accelereremo. Ma con lo stesso paragone dell’auto dobbiamo essere capaci a trasmettere quella forza degli arti inferiori al pavimento, mantenendo una posizione aerodinamica e diminuendo al minimo la dissipazione di energia.

Si capisce che vista così l’accelerazione è una capacità altamente complessa da sviluppare e soprattutto da mantenere, perché se ad esempio al programma di allenamento andremo ad inserire una volta alla settimana una sessione di “conditioning” che prevede un tempo medio lungo di attività aerobica secondo la metodica dello stady state training, questo porterà al decadimento della stessa accelerazione, perché le fibre muscolari IIa, ovvero quelle intermedie che si adattano agli stimoli a cui le sottoponiamo, andranno ad aiutare le fibre a contrazione lenta ad assolvere alla richiesta dello stady state training.

Inserendo questo fattore aggiuntivo capiamo inoltre che nell’accelerazione troviamo anche una forte componente del ANS, che detta la velocità di motoconduzione ed innervazione delle fibre. Quindi per concludere direi che per esperienza e pubblicazioni il miglior programma per implementare l’accelerazione è un programma volto alla forza ed ancora meglio alla potenza che è il risultato di Forza x velocità. Questo tipo di programma porterà un transfert quasi certo sull’accelerazione e sulla velocità di cambio di direzione, purchè si mantengano i presupposti di adattamento, di volume, di intensità, di supercompensazione e di interferenza. Nel prossimo articolo andremmo a trattare in termini pratici come andare a lavorare in pista e fuori pista sulla potenza e sull’accelerazione.


A cura di Cesare Magagnin, personal trainer certificato FMS trainer, preparatore specializzato e consulente esterno Breganze Hockey.

55 vistas
ok_academy_png_revista.fw.png